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Gaming: vademecum per boomer!

Se sei un genitore o un professionista in contatto con i giovani e le giovani appartenenti alle generazione Z avrai sicuramente sentito parlare di giochi on line, eSports e del fenomeno del gaming…

Approfondiamo… Che cos’è il gaming e perché dovremmo smettere di ignorarlo?

Il gaming è l’attività di gioco on line attraverso PC, smartphone o altri hardware che consentono una connessione ad internet, i ragazzi si ritrovano su varie piattaforme per giocare da remoto ad uno stesso gioco (giochi multiplayer), dove vi è la possibilità tramite chat e nickname di comunicare con tutti gli utenti collegati nello stesso momento, tale comunicazione è perlopiù mediata da emoticon, GIF o meme. In questo caso gli attori coinvolti ricoprono un ruolo attivo, sono nel gioco e creano dinamiche. Ma i ragazzi e le ragazze possono anche ritrovarsi su varie piattaforme che lo consentono (es. Twitch) per guardare giocare, grazie allo streaming, utenti più o meno professionisti, commentando e interagendo con gli altri osservatori attraverso le chat; in questo caso le dinamiche relazionali non riguardano direttamente l’azione di gioco. I ragazzi e le ragazze che giocano online solo in Italia sono circa 24 milioni, il 43% della popolazione, numero in costante crescita, dunque il mondo degli e Sports non può essere ignorato da genitori e professionisti perché rappresenta la nuova frontiera della realtà e starne fuori significherebbe scegliere di non raggiungere le nuove generazioni lì dove si trovano, rinunciando così alla creazione di un contatto funzionale e ad una comprensione realistica del loro quotidiano.

Gaming tra opportunità e problematicità

Il gioco online da un lato, soprattutto in questa epoca pandemica, che ha ostacolato le relazioni tra pari, ha consentito di mantenere un’interazione pressoché costante, seppur alternativa, alle dinamiche sociali di contatto che rappresentano in sostanza il nuovo luogo in cui le relazioni si innescano ed esistono. Questo perché l’etere è parte costituente e non più rinunciabile del quotidiano dei nostri giovani e delle nostre giovani. A dimostrazione del fatto che il luogo dei giochi online non sia una fase transitoria ma una nuova frontiera della realtà, troviamo la creazione di un linguaggio creato ad hoc per poterla rappresentare simbolicamente. Si tratta di un vocabolario poco noto ai boomer (adulti al di fuori della piena comprensione del funzionamento dell’interazione social, quelli del “buongiornissimo caffè” per intenderci), ma che per certi versi svela l’esistenza di nuove criticità o di nuovi modi di esplicitare le criticità tipiche delle nuove generazioni, come ad esempio il cyberbullismo, che in questi luoghi prende il nome di dissing, o come l’autoesclusione o la fuga dalle responsabilità che diventa ghosting. Il dissing o dissare deriva da disrespecting, mancare di rispetto, vessare e offendere in maniera molto pesante talvolta fino a dar vita a vere e proprie shitstorm, questo fenomeno è molto presente nelle chat del gaming. Il ghosting, sparire interrompendo di sana pianta tutte le comunicazioni, rendendosi irreperibili, è un fenomeno reso possibile dalla “liquidità” della presenza online, dalla facilità dell’esserci e all’improvviso non esserci più all’interno di un’interazione, semplicemente con un click. Il ragequit, anch’essa è una dinamica di escapologia, una brusca interruzione della comunicazione motivata da un eccesso di rabbia incontenibile, da una frustrazione difficile da gestire, per cui si preferisce fuggire dalla fonte del disagio piuttosto che cercare modi funzionali per affrontarlo. I neologismi digitali sono innumerevoli, questi pochi esempi servono solo ad accendere un riflettore su ciò che sta accadendo e che non può più essere ignorato, ma accolto e compreso!

Come evolve la psiche in funzione del gaming

I giocatori e le giocatrici di giochi online, che come dicevamo rappresentano la quasi totalità della nostra gioventù, giocano per molte ore, in media 5 al giorno, assumendo inevitabilmente un modo di “funzionare” molto simile al gaming. Hanno minore capacità di tollerare le frustrazioni e la conseguente aggressività, che si esprime in maniera molto esplicita e manifesta sia nei giochi di ruolo che nelle chat dello streaming, posti in cui la violenza è lecita. Spesso sperimentano elevati livelli di ansia, sia di tipo sociale che da prestazione, fino a sperimentare attacchi di panico. Sono avidi di emozioni, di relazioni e di stimoli, pretendono tutto e subito, e spesso si aspettano rinforzi e premi per ciascuna “buona azione”. Come tutti i giovani di tutte le generazioni pretendono che il mondo che li ospita risponda alle loro esigenze e sia all’altezza delle loro aspettative, è necessario conoscere i nuovi bisogni per accoglierli e supportarli nella crescita. La difficoltà degli adulti sta nella velocità del cambiamento e nel dover tenere il passo, ma questa è una nostra responsabilità!

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