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“Paradosso del Lampione” o “Problem Solving Strategico”: che problema hai?

Risolvere problemi, ricercare strategie, proporre soluzioni sono operazioni mentali tipiche del nostro vivere quotidiano. A chi non è capitato di affrontare situazioni spinose attingendo dal proprio bagaglio di esperienze personali al fine di prendere la decisione giusta?

Paradosso del lampione” conosci questa comune strategia di risoluzione dei problemi? Watzlawick introduce tale concetto nel suo celebre libro “Istruzioni per rendersi infelici”, per raccontare una curiosa storia di un uomo ubriaco che cerca la sua chiave smarrita sotto un lampione. Un poliziotto, nel tentativo di aiutarlo, chiede se in effetti l’oggetto in questione lo avesse perso proprio in quel punto ma l’uomo di tutta risposta afferma: “No, non l’ho persa proprio qui, ma là dietro. Solo che là è troppo buio.” Cosa significa?

Molto spesso tendiamo a cercare soluzioni ai nuovi problemi sempre nello stesso modo e mai oltre la “zona illuminata” rischiando di restare prigionieri dei “lampioni” che abbiamo nella nostra mente. Essa infatti agisce a protezione verso il buio, l’ignoto o l’inesplorato che sono, è risaputo, colmi di insidie e custodi di percorsi impervi di difficile comprensione e conoscenza. Sembra più comodo cercare nell’archivio che si possiede le risorse mentali che sono già state utili in passato. Invece è importante cercare di andare oltre automatiche soluzioni, analizzare problemi nel giusto modo e trovare le strategie migliori che non sono sempre quelle a noi note e di cui abbiamo già esperienza. ( per maggiori dettagli clicca qui https://www.psiconovel.it/automatismi-la-mente-e-come-un-paracadute-funziona-solo-se-aperta/ )

A tal proposito, una delle strategie utilizzate per la gestione di situazioni problematiche è il Problem Solving Strategico, ideato da Prof. Nardone uno degli esponenti più illustri della scuola di Palo Alto ed applicabile in tutti gli ambiti e con molteplici livelli di difficoltà. Tre passaggi basilari per poterlo applicare: definizione dell’ obiettivo, individuazione dello stesso e ricerca della strategia per affrontarlo ( per avere delle linee guida consultate il link https://www.psiconovel.it/come-pianificare-un-obiettivo/). Per sviluppare il primo punto è possibile affidarsi ad una sequenza di domande che seguono, in linea di massima, la classica analisi logica:

  • in COSA consiste il problema?
  • DOVE si presenta?
  • QUANDO si manifesta?
  • con CHI si manifesta?
  • COME si concretizza?

Queste sono domande che permettono di fotografare in modo cristallino la situazione problematica ed avere ben chiari quali sono gli obiettivi concreti da realizzare per poter raggiungere successivamente traguardi a breve e/o a lungo termine. È il momento di capire come arrivare alla soluzione del problema ed il Prof. Nardone suggerisce 3 tecniche interessanti:

  • la tecnica del come peggiorare” provare a percorrere la strada opposta tentando di peggiorare la situazione attuale, o innalzare all’ennesima potenza gli effetti disastrosi del problema, fino ad arrivare ad una situazione paradossale. Automaticamente ci si impegnerà a trovare una soluzione per migliorarla!
  • la tecnica dello scalatore” prevede di rivedere il piano di azione attuato a ritroso; cioè giunti all’obiettivo è possibile ripercorrere passo passo il percorso da seguire per uscire dal pantano! Un po’ come un buon metodo di studio: se si hanno buoni esiti lo si mette in pratica una seconda volta! (backward planning);
  • la tecnica dello scenario oltre il problema” prevede di proiettare la nostra mente “oltre il problema” ed è uno dei modi più efficaci per farci uscire dai circoli viziosi.

Con questo articolo abbiamo cercato di offrire strumenti rapidi ed efficaci per affrontare un problema: tu quale strada scegli?

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