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Come pianificare un obiettivo

“Porsi un obiettivo è la più forte forza umana di auto-motivazione.”

(Paul J. Meyer)

Vorrei il lavoro dei miei sogni; vorrei essere ricco; vorrei perdere qualche chilo prima dell’estate; vorrei laurearmi entro l’anno; vorrei poter viaggiare più spesso; Quante volte al giorno esprimiamo questi ed altri desideri simili con la speranza che possano migliorare il nostro futuro?

Il bisogno di auto-realizzazione è da sempre parte integrante del comportamento umano e affonda le proprie radici nel desiderio di ogni individuo di riconoscersi, occupando un ruolo sociale adeguato, ed essere riconosciuto, per competenze e capacità, dalla collettività della quale fa parte. Lo psicologo A. Maslow nel 1954 propose un modello piramidale dei bisogni dell’individuo alla cui base collocò i bisogni fisiologici (fame, sete, sonno) seguiti da quelli di sicurezza (protezione e tranquillità), appartenenza (amare, essere amato, cooperare) e stima (rispetto e riconoscimento), fino ad individuare, in cima a questa struttura, i bisogni di auto-realizzazione che racchiudono, appunto, le aspettative individuali perseguibili con impegno e motivazione. Tali bisogni, tendono a tramutarsi in aspirazioni personali, obiettivi specifici di volta in volta sempre diversi, sempre più ambiziosi, come se fosse una scalata. Pensiamo ad un alpinista che orma dopo orma, con sforzo e sudore, riesce a calcare la vetta più alta della “sua” montagna per godersi finalmente il tanto agognato panorama; oppure alle grandi personalità imprenditoriali che, con studio e tenacia e un pizzico di fortuna, arrivano ai vertici di grandi aziende come Steve Jobs, leader nel settore delle nuove tecnologie.

La molla che spinge l’individuo ad equilibrare il dislivello tra la situazione attuale e quella ideale è la motivazione, quell’insieme di fattori alla base dell’agire della persona, che poggia su competenze (ciò che so fare) e valori personali (ciò che voglio fare) impiegati nel raggiungimento di uno scopo. Il desiderio di costruire una personale autodeterminazione in svariati ambiti, quali privato, sociale o lavorativo sottende alla definizione di un percorso step by step che prevede l’individuazione di piccoli, ma concreti, obiettivi che, insieme ad altri, concorrono alla realizzazione di progetti a breve o a lungo termine.

Oggi vogliamo provare a fornire qualche suggerimento su come formulare i vostri obiettivi, siano essi quotidiani, mensili o annuali, in modo veloce, semplice e preciso. Le linee guida saranno dettate dalla Goal Setting Theory (Teoria della Definizione degli Obiettivi) del Professor E. A. Locke, il quale, nei suoi articoli, ha evidenziato come il focalizzarsi su obiettivi precisi determini nell’individuo una più alta motivazione nel perseguirli. Egli infatti sostiene che individuare e fissare obiettivi specifici e concreti comporti una maggior concentrazione di sforzi e, una spinta motivazionale massima incanalata nel raggiungerli il prima possibile. Da questa teoria hanno origine i criteri alla base della nota tecnica SMART (Specific- Measurable- Achievable- Realistic- Timely) utilizzata nel mondo del lavoro e degli affari, ma oggi applicabile a qualsiasi area che preveda una programmazione di obiettivi.

Allora cosa aspetti? Carta, penna e…prendi appunti!

Seguendo questo vademecum raggiungere il tuo obiettivo sarà più semplice:

SPECIFIC: specifico, concreto, mirato. Con queste caratteristiche il tuo obiettivo ti sembrerà più chiaro e non generico e in questo modo saprai individuare meglio le strategie di azioni più idonee per raggiungerlo. Questa fase può essere paragonata al fornire indicazioni stradali ad un passante: più si è dettagliati e maggiori sono le possibilità che il nostro amico raggiunga la meta desiderata. Spesso capita di sentire: “voglio dimagrire, ma non riesco” probabilmente perché questo obiettivo è troppo generico ed impegnativo! Se invece proviamo a suddividere il desiderio in micro-categorie ad esempio: “vorrei perdere 1 chilo in questa settimana e quindi proverò ad eliminare il consumo degli zuccheri, avremo diretto i nostri sforzi per ottenere il nostro risultato in una delle aree di interesse del problema considerato senza sentirci troppo frustrati o delusi;

MISURABLE: la misurazione, in termini di quantità o di qualità, rappresenta un feedback importante per la valutazione della strada “giusta” da percorrere. Abbiamo bisogno di “toccare con mano” gli esiti delle nostre fatiche perché in questo modo si ha la spinta motivazionale a proseguire! Un esempio potrebbe essere il giudizio a scuola: quel numero, quel voto fornisce allo studente la sua posizione su una scala di valutazione lungo la quale può collocarsi, vedere gli esiti del suo studio e decidere se ritenersi soddisfatto o proseguire per migliorare i propri risultati;

ACHIEVABLE: accessibile, ottenibile, conseguibile. Un obiettivo deve essere alla nostra portata e sotto il nostro controllo! Quando ci si approccia al raggiungimento di un obiettivo, è importante che sia realistico, che induca in noi sentimenti positivi e propulsivi, che ci faccia sentire abili e capaci e non frustrati e scoraggiati. Ad esempio, nell’ottica di ottenere una promozione lavorativa potremo migliorare le nostre prestazioni in campo impegnandoci a frequentare corsi di aggiornamento e formazione professionale o proporre progetti innovativi al fine di raggiungere l’obiettivo più generico!  Che ne pensate?

REALISTIC: un obiettivo tangibile, possibile, fattibile, consente di misurarci al meglio con le nostre potenzialità ed investire le nostre capacità in qualcosa di reale e non astratto. Fissare un traguardo alla giusta distanza permette di non demoralizzarsi e godersi le piccole soddisfazioni in itinere che ci avvicinano alla meta finale. Ad esempio superare gli esami, uno dopo l’altro, rende il risultato finale (la laurea) più concreto e gratifica l’impegno profuso che spinge a continuare per ottenere il titolo ambito! Non vi pare?

TIMELY: il tempo, una data, una scadenza sono fattori altrettanto importanti per la pianificazione degli obiettivi. Breve (3 mesi), medio (6 mesi) o a lungo termine (1 anno) che siano, è indispensabile dare dei marcatori temporali per meglio indirizzare le proprie energie e competenze senza rischiare di “perdere tempo” o perdere di vista la meta.

Queste cinque, semplici e strategiche mosse da seguire sono sicuramente un faro che gettano luce su “cosa” e “come” fare quando si ha un obiettivo da raggiungere, almeno in termini di dispendio di energie e focalizzazione del risultato. Potrebbero rappresentare un solido e valido aiuto per realizzazione ciò che si desidera o comunque tentare di raggiungere ciò che si vuole.

 

E adesso… scrivi il tuo obiettivo e condividilo con noi!

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