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La scelta del “male minore”: tu cosa faresti?

L’esperimento che descriveremo oggi  suggerisce che è possibile superare l’imperativo morale di non uccidere se questo rappresenta il male minore.

Un vagone fuori controllo sta percorrendo a tutta velocità il binario ferroviario verso di voi. Siete vicini alla leva di uno scambio, dopo di voi il binario si biforca: una direzione porta verso un canyon lungo il quale avanzano 5 persone; l’altra porta verso un secondo canyon, in cui un’unica persona sta seguendo il tracciato delle rotaie. Se lasciate la leva com’è, il vagone imboccherà la prima direzione e il gruppo di 5 persone, senza via di scampo, verrà travolto. Se invece azionate lo scambio ferroviario, il vagone verrà dirottato sul secondo binario, travolgendo il solitario passante. Come comportarsi?

Derivato da un classico della filosofia etica noto come “trolley problem” ovvero “ problema del carrello ferroviario” il test è stato oggetto anche di numerosi altri studi tra cui quelli dello psicologo C.D. Navarrete che ne ha ideato una innovativa variante che si appoggia agli strumenti della realtà virtuale. Il dottore ha realizzato una versione tridimensionale estremamente realistica della scena del dilemma, in cui i soggetti del test, indossando caschi 3D, effettuavano la loro scelta immersi in un mondo virtuale in cui potevano “vedere” nei dettagli i volti e l’abbigliamento degli escursionisti e “ascoltare” ciò che stava accadendo. Lo scambio ferroviario era simulato da un joystick e i soggetti indossavano dei sensori destinati a registrarne lo stato emotivo.

I risultati dimostrano che su 147 partecipanti al test, 133, cioè il 90,5% hanno azionato lo scambio, uccidendo il camminatore solitario, mentre 14 non sono intervenuti, lasciando che il vagone travolgesse i 5 escursionisti. Di questi ultimi, 11 non hanno toccato il joystick che simulava lo scambio, ma 3 l’hanno prima azionato, e poi riportato nella posizione originale. Durante l’esperimento è stato anche rilevato che nei soggetti che non avevano toccato lo scambio si registrava un livello di eccitazione emotiva molto più elevato degli altri, un fatto che lo psicologo paragona al “congelamento” che può colpire una persona, ad esempio un soldato in battaglia, nei momenti di ansia estrema. In conclusione si può affermare che gli esseri umani provino un’avversione istintiva a fare del male agli altri, purché questa non sia superata da qualcosa come ad esempio il pensiero di salvare delle persone. Ma per qualcuno, l’aumento dell’ansia è così travolgente che non riescono a fare la scelta utilitaristica, quella del “male minore.”

E tu hai mai dovuto affrontare scelte a favore del “male minore”? Se ti va raccontaci la tua saremo liete di ascoltarti.

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