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Consigli utili per una pazienza da Papa!

“La pazienza è un albero: le radici sono molto amare, ma i frutti dolcissimi.”(Proverbio persiano)

“Il tempo è denaro”, oggi più che mai, sembra essere il leitmotiv della nostra vita sempre più frenetica e caotica che molto spesso rende impossibile godere dei risultati raggiunti perché “programmati” come automi a fare e fare senza sosta nel qui ed ora. Schiava delle scadenze, la società odierna ha dimenticato l’impegnativa arte di saper aspettare, la pazienza che gli eventi facciano il proprio corso naturale, senza anticiparlo, ma cogliendone ogni sfumatura di importanza. Nel tentativo di anticipare il domani, non facciamo altro che perderci il presente. La mancanza di pazienza è da intendere anche come incapacità dei soggetti di non riuscire a meditare sulle reazioni “di pancia” provocate da alcuni eventi con conseguente lesione della sensibilità dell’interlocutore, anche se non direttamente voluta. Non saper aspettare ci porterà a dover affrontare, tra l’altro, conseguenze fisiche e mentali. E’ possibile che si presentino disagi e conflitti personali ed interpersonali, poiché non possiamo aspettarci che gli altri ci diano tutto e subito. Per cui la pazienza è una qualità da coltivare e ricercare con il tempo. Letteralmente è “la facoltà umana di rimandare la propria reazione alle avversità, mantenendo nei confronti dello stimolo esterno un atteggiamento neutro; è la necessaria calma, costanza, assiduità, applicazione senza sosta nel fare un’opera o una qualsiasi impresa”.

Quali suggerimenti si possono seguire quando si rischia di esaurirla? A molti di voi sarà capitato di guardare il video, ormai virale, che riprende la perdita di controllo del Papa nei confronti di una fedele nel suo tentativo di avvicinarlo per un saluto (https://www.youtube.com/watch?v=9-FIP7ovwq4) ; pareri positivi, pareri negativi non è questa la sede adatta per discuterne ma vi forniamo qualche utile suggerimento per gestire al meglio le situazioni e non perdere la calma!

In generale:

  • accertarsi se la persona che ci ha offeso l’abbia fatto intenzionalmente oppure non di proposito; sembra banale ma a mente calda nessuno ci pensa!
  • chiarire i danni che si possono causare a se stessi e agli altri liberando una reazione istintiva e non ragionata;
  • chiedersi qual è l’elemento che non si riesce proprio a tollerare in chi si ha di fronte e cercare di capire la ragione per cui non si riesce ad accettarlo (spesso l’elemento che scatena una perdita di pazienza non coincide con la reale causa);
  • concedere all’altro del tempo per rendersi conto del proprio errore, poiché potrebbe correggersi da solo. Al contrario, se non si concede del tempo non ci sarà alcun apprendimento da parte dell’altro;
  • infine, teniamo ben in mente che tutto cambia e che lo stato delle cose che attualmente può creare irritazione cesserà di esistere. Bisogna vivere il “qui ed ora” con la mente proiettata già verso il “là e dopo”.

Adesso che ci rifletti, tu quanta pazienza hai? Inviaci un commento.

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