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Cambio stagione-cambio umore: che significa?

La personalità è un insieme di regole comportamentali che rendono la persona riconoscibile agli altri e dotata di una certa coerenza (https://www.psiconovel.it/tipo-di-personalita/). Associata spesso a componenti biologiche ed ereditarie, anche l’ambiente ha una sua importanza e, con i suoi  elementi contestuali, influisce su di essa. Un caso esemplare riguarda la relazione con il clima che ha effetti moderati (metereopatia, l’insieme di sintomi negativi a carico della salute psicofisica individuale correlati ai cambiamenti climatici; una particolare “fragilità” a livello della personalità che è associata ad una maggiore reattività) fino ad arrivare al disordine affettivo stagionale (SAD).

Che cos’è?

Definito da Rosenthal nel 1984 e descritto nel DSM-5, questo disturbo è caratterizzato da un pattern di esordio e remissione di episodi depressivi maggiori* in periodi dell’anno specifici con assenza di episodi non stagionali, durante un periodo di almeno due anni. Si distinguono due modalità di prevalenza: quella “invernale” la cui sintomatologia depressiva ha inizio durante la stagione autunnale, si intensifica durante la stagione invernale e si risolve, parzialmente o totalmente, all’inizio della stagione primaverile; quella
“estiva” con episodi depressivi presenti all’inizio della stagione primaverile e che raggiungono il culmine nel periodo estivo e si risolvono all’inizio della stagione autunnale.

Melrose (2015) ha rilevato i sintomi della forma invernale del disturbo, che sono centrati su umore triste ed astenia; i soggetti possono sentirsi:

tristi, irritabili e possono piangere frequentemente;

sono stanchi e letargici,

hanno difficoltà di concentrazione,

dormono più del normale, mancano di energia,

diminuiscono i loro livelli di attività,

evitano relazioni con gli altri,

hanno un forte desiderio di carboidrati e zuccheri e tendono ad ingrassare per eccesso alimentare.

Al contrario, i sintomi della meno frequente versione estiva del disturbo sono:

inappetenza associata a perdita di peso,

insonnia,

agitazione,

irrequietezza,

ansia,

irritabilità,

aggressività.

L’età di esordio è stimata tra i 18 e 30 anni ed i tassi di prevalenza del disturbo nel genere femminile sono circa quattro volte superiori a quelli nel genere maschile. La caratteristica clinica principale, osservata nei pazienti con disturbo affettivo stagionale, è la sensibilità a cambiamenti di stagione e latitudine geografica e la ricorrenza quasi annuale di episodi depressivi.

Rosenthal et al. (1984) propongono, come variabili climatiche rilevanti e correlate: la lunghezza del giorno, le ore giornaliere di luce e la temperatura. Inoltre la Dott.ssa Brenda e la sua equipe dell’Università di Copenaghen hanno rilevato una correlazione tra i livelli di serotonina (neurotrasmettitore stabilizzatore dell’umore) ed il disturbo affettivo stagionale. E’ emerso che nei pazienti con tale disturbo i livelli di serotonina aumentino con il diminuire delle ore di luce per cui, ad esempio, durante l’estate, la luce solare generalmente mantiene i livelli di serotonina bassi. Quando la luce solare diminuisce, come in autunno, vi è una corrispondente riduzione dell’attività della serotonina. Inoltre i soggetti colpiti da disturbo affettivo stagionale possono avere difficoltà anche con la sovrapproduzione di melatonina; essa aumenta a dismisura con il diminuire della luce: quando i giorni invernali diventano più bui, la produzione di melatonina aumenta e, come risposta, soggetti con disturbo affettivo stagionale si sentono assonnati e letargici.

Quali trattamenti?

La “light therapy” o fototerapia risulta essere un efficace trattamento per la gestione del disturbo affettivo stagionale; prevede l’esposizione quotidiana, durante i mesi in cui è presente la sintomatologia depressiva, ad una fonte luminosa artificiale prodotta con apposite lampade dotate di filtri per i raggi ultravioletti.
Già nel 1984, Rosenthal e collaboratori avevano ipotizzato che estendere il fotoperiodo, attraverso l’utilizzo della luce artificiale luminosa bianca, avesse un robusto effetto antidepressivo; le ricerche hanno concluso che i soggetti con disturbo affettivo stagionale hanno manifestato un miglioramento clinicamente significativo dei sintomi depressivi. Ulteriore trattamento da considerare è la terapia cognitivo-comportamentale improntata sulla ristrutturazione di schemi mentali deficitari e pensieri negativi ed una corretta attivazione comportamentale (es. pianificare eventi piacevoli nel periodo di anedonia invernale); da non trascurare anche il trattamento farmacologico con antidepressivi dato il cattivo funzionamento della serotonina a livello celebrale.

 

APPROFONDIMENTI:

Disturbo depressivo maggiore: episodi di umore depresso, bassa autostima, perdita di interesse nelle attività quotidiane ed anedonia. (DSM-V)

 

 

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