Emozioni e psicologia, Psicologia pratica

Emozioni: 6 curiosità che non ti aspettavi!

Le emozioni sono strettamente connesse con tutte le abitudini umane, influenzano e sono influenzate da ogni aspetto della nostra vita, dalle nostre abitudini e dalle condizioni filogenetiche!

 Scopriamo insieme 6 interessanti studi che ci sveleranno inaspettate curiosità!

1. Gli antidolorifici alleviano il dolore ma anche il piacere

Sapevate che i più comuni antidolorifici, come il paracetamolo, attenuano non solo il dolore fisico ma anche le emozioni positive? A dimostrarlo è stato un interessante studio condotto da D’Urso e collaboratori. Tale ricerca ha integrato studi già esistenti che hanno dimostrato come il paracetamolo fosse in grado di agire e lenire non solo dolore fisico ma anche quello emotivo. L’innovazione della ricerca in questione sta nell’aver valutato l’effetto della sostanza sulle emozioni positive, valutando la reazione dei soggetti coinvolti ad una serie di immagini dal contenuto emotivo (positivo e negativo) dopo aver assunto l’antidolorifico. Ne è risultato che il gruppo sperimentale (sotto l’effetto del paracetamolo) avesse valutato in maniera significativamente meno negativa gli stimoli spiacevoli e meno positiva gli stimoli piacevoli, rispetto al gruppo di controllo (che non aveva assunto alcun farmaco). Il ricercatore ha dunque concluso che “Piuttosto che descriverlo come un modulatore del dolore, il paracetamolo dovrebbe essere visto come un riduttore di tutte le emozioni”.

2. Perché piangiamo di gioia?

Sapevate che piangere quando si è felici serve a modulare la gioia che stiamo provando? Il pianto è una risposta fisiologica utile a comunicare all’altro che si sta sperimentando un’emozione intensa, sia essa di sofferenza o di gioia! La ricercatrice Aragon, ha dimostrato come il sistema limbico degli esseri umani, ossia una regione del cervello che controlla le reazioni fisiologiche delle emozioni, decida di produrre lacrime quando si sperimenta una gioia particolarmente intensa, al fine di ridurre tale intensità e riequilibrarci emotivamente! Insomma quelle lacrime servono a non farci sopraffare da una emozione positiva troppo forte, e questo fenomeno in psicologia prende il nome di “emozione dimorfa”!

3. La dieta funziona quando associata ad emozioni positive!

Sapevate che l’esito della vostra dieta spesso dipende dalle emozioni che accompagnano la scelta del cibo? Si è portati a pensare che siano la convinzione, la pianificazione, la forza di volontà e l’organizzazione a consentirci di perdere peso, concentrandosi sui vantaggi del “mangiar sano” e sugli obiettivi a lungo termine. Questo è vero nel momento in cui si sceglie di intraprendere uno stile di vita più salutare, ma nel momento esatto in cui ci si trova a dover ordinare o preparare un’insalata piuttosto che una pizza, saranno le nostre emozioni ad indirizzare l’esito di tale scelta! Come dimostra uno studio condotto dal Dottor Kiviniemi pubblicato sul “Journal of Health Psychology” La dieta presuppone una trasformazione delle condotte alimentari e delle abitudini delle persone, si tratta dunque di un processo complesso e difficoltoso che non comprende solo un incremento della consapevolezza della scelta del cibo, ma anche delle nostre emozioni. Lo studio dimostra che scegliere diete ad alto tasso di deprivazione, che costringono ad alimentarsi di cibi non graditi e poco appetibili, sono accompagnate da emozioni negative che saboteranno la dieta stessa conducendola al fallimento. Dunque, secondo la scienza, l’unico modo valido e risolutivo per dimagrire sarà intraprendere una dieta che comprenda cibo gradevole e percepito come appetibile, in grado di stimolare emozioni positive e motivanti!

4. I probiotici proteggono dall’ansia sociale?

Sapevate che i probiotici hanno un effetto ansiolitico? È ormai noto che il nostro intestino sia una sorta di secondo cervello e risenta delle emozioni che sperimentiamo, come insegna la psicosomatica ! Un interessante e innovativo studio ha voluto esaminare nello specifico la possibile relazione esistente tra alcuni cibi fermentati, ricchi di probiotici, e l’ansia sociale. Lo studio ha dimostrato come i probiotici possano svolgere un effetto protettivo nei confronti dell’ansia sociale, senza però dimostrarne la causalità! Sappiamo che gran parte della serotonina (l’ormone della felicità) sia prodotta dall’intestino e che un corretto funzionamento dello stesso sia dunque indispensabile per poter godere degli effetti benefici di questa sostanza, che ci permette di condurre una vita più serena e meno stressante!

5. Sonno e capacità emotive

Sapevate che non dormire abbastanza rende le persone meno capaci di riconoscere le emozioni altrui? Uno studio condotto dal professor Walker dell’Università di Berkeley ha infatti dimostrato una netta e significativa relazione tra la deprivazione di sonno e la capacità di lettura delle espressioni emotive altrui. Le conseguenze che ne potrebbero derivare sono importanti e non trascurabili, sarebbe infatti più difficile riconoscere intenzioni malevole da parte di sconosciuti, o espressioni di sofferenza sul volto altrui. Dormire poco e male, dunque, comprometterebbe le relazioni e le interazioni che instauriamo con gli altri, rischiando di renderle disfunzionali ed inopportune! Nello specifico, lo studio ha misurato reazioni cerebrali e cardiache dei partecipanti a delle immagini di volti intenti a manifestare diverse emozioni, ne è risultato che dopo 24 ore di veglia i soggetti non fossero più in grado di discriminare le espressioni amichevoli da quelle minacciose!

6. Perché mordiamo chi amiamo

Sapete perché si ha spesso voglia di “mordere teneramente” le persone che si amano? Uno studio dell’Università di Yale, condotto dalla dott.ssa Aragon, ha spiegato che gli individui si servono di una serie di automatismi regolatori che consentono di porre in equilibrio le emozioni che si sperimentano. Nel caso in cui si ha voglia di mordere teneramente un labbro, una guancia, un piedino, di un partner o di un neonato, il nostro cervello sta compiendo un’azione che apparentemente esprime il contrario di ciò che si prova. La mente prende in prestito comportamenti comunemente associati all’aggressività per riequilibrare un sentimento di tenerezza ed amore incontenibile, per garantire il nostro equilibrio emozionale. Inoltre, nel caso specifico dei neonati, alcuni studi hanno dimostrato che l’odore che i piccoli emanano attivi le medesime aree del cervello che innesca il profumo di un cibo succulento e prelibato, come una lasagna! Ovviamente facciamo riferimento ai teneri morsi simulati e scambiati durante il gioco e le coccole, che non provocano alcun danno ed alcun dolore a chi li riceve, e non a reali comportamenti aggressivi! In nessun caso i comportamenti violenti sono espressione di troppo amore!

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