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Insonnia: conoscerla e lasciarla andare

L’insonnia è un disturbo che comporta una diminuzione della durata ed un peggioramento della qualità del sonno. Il soggetto che ne soffre si priva dell’esigenza ristoratrice dello stato di sonno, subendo inevitabili conseguenze sul proprio benessere e sulla propria efficienza.

L’insonnia psicosomatica, come detto in precedenza (https://www.psiconovel.it/psicosomatica-le-emozioni-che-ammalano-il-corpo/), è specchio della difficoltà ad accettare la fine, a lasciar andare, a lasciarsi andare. La difficoltà nell’addormentamento è simbolo dell’incapacità a mettere da parte il vissuto diurno. Il sonno, oltre a fornirci ristoro, rigenera il nostro corpo, al risveglio si è rinnovati. L’insonne ostacola questa rigenerazione, che rappresenta simbolicamente abbandonare ciò che si era ieri per dar vita ad un nuovo sé.

I continui risvegli notturni procrastinano gli inevitabili incontri con la propria parte emotiva, con il proprio vissuto quotidiano e pregresso: contenuti intrisi di ansie, di rabbia, di conflitti irrisolti, di cambiamenti da affrontare o condizioni da accettare che riaffiorerebbero alla coscienza attraverso la produzione onirica.

I risvegli precoci al mattino sono simbolo dello stato emotivo ansioso legato agli impegni e le difficoltà da affrontare nel corso della giornata; questa condizione inverte la dinamica dell’insonnia, non è l’inconscio a dirompere nella coscienza ma al contrario, è la coscienza che perentoriamente interrompe lo stato di incoscienza del dormiente.

Tale stato patologico si allinea con la difficoltà a perdere il controllo di sé e del proprio stato di coscienza, infatti l’insonnia risponde all’esigenza dell’individuo di mantenere il controllo su ciò che gli accade intorno. Durante lo stato di sonno si entra in contatto in maniera vivida con il nostro inconscio, il quale attraverso il sogno ci comunica in maniera più o meno manifesta i nostri desideri e le nostre paure. L’insonnia è una condotta patologica di coloro che non sono abituati a relazionarsi con il proprio Io e ad ascoltarsi, temendo l’intimità con sé stessi. Tendenzialmente gli individui che soffrono di insonnia psicosomatica sono sopraffatti inconsciamente da una o più delle seguenti emozioni:

  • Insoddisfazione: dormire equivale a sprecare tempo, il soggetto tende a riempire le proprie giornate di attività continue e frenetiche che però non lo soddisfano né rappresentano, teme la passività;
  • Dipendenza: dormire equivale “a lasciar andare”, legami o pensieri di cui non si può fare a meno;
  • Ansia: il timore irrazionale di perdere il controllo, questa volta di “lasciarsi andare”; teme e reprime sentimenti aggressivi e passionali, spesso rifugge anche dall’intimità sessuale;
  • Rabbia: continui e prolungati risvegli perpetuati da sentimenti rancorosi, esito di eventi passati, rivissuti ad libitum.

Questa condizione patologica che si manifesta durante la notte rivela dolorose propaggini anche durante le ore diurne.

Dal punto di vista fisiologico aumenta la sonnolenza, riduce le capacità di concentrazione con consequenziale incremento della probabilità di incorrere in incidenti domestici o sul lavoro, debilita la memoria a breve termine, riduce le funzioni esecutive con difficoltà nel realizzare prestazioni lavorative o scolastiche, aumenta l’affaticamento e l’irritabilità, debilita il sistema immunitario a causa della compromissione della rigenerazione cellulare.

Dal punto di vista emotivo, aumenta la possibilità di sperimentare sentimenti negativi, coerentemente alle alterazioni ormonali determinate dalla deprivazione di sonno. Si tende dunque ad essere maggiormente ansiosi, depressi e irritabili.

L’insonnia è una condizione patologica seria, soprattutto se cronica e non transitoria, ed esistono una serie di rimedi alternativi all’assunzione di farmaci, altrettanto efficaci e privi di effetti collaterali. La terapia cognitivo comportamentale è una delle strategie terapeutiche più funzionali. Ecco alcuni utili consigli da poter applicare in autonomia.

  1. Modificazioni ambientali:
  • Spegnere tutte le luci presenti nella stanza deputata al sonno, la melatonina che permette l’addormentamento è secreta grazie al buio, dunque, è consigliabile abbandonare, al momento dell’addormentamento, gli schermi retroilluminati di pc o smartphone, e magari utilizzare una benda da notte per agevolare tale condizione;
  • Assicurarsi che l’ambiente sia silenzioso in modo da permettere la chiusura delle afferenze sensoriali;
  • Non assumere sostanze eccitanti, come la caffeina, che inibiscono l’effetto dell’adenosina, prima dell’addormentamento. Potrebbe essere utile assumere delle tisane a base di erbe rilassanti come la camomilla, la melissa, la valeriana, il tiglio o la lavanda.
  1. Modificazioni corporee:
  • Conciliare l’addormentamento grazie alla respirazione diaframmatica, riempire d’aria il diaframma, la pancia, il petto e le scapole (app. esercizi per praticare la respirazione diaframmatica);
  • Training di rilassamento corporeo progressivo (app. esercizi per praticarlo),
  • Meditare o praticare yoga;
  • Igiene del sonno ossia migliorare le proprie abitudini di vita che alterano il sonno come la limitazione del fumo, della caffeina, delle sostanze alcoliche, e praticare una corretta gestione dell’attività sportiva.

Approfondimenti

 Respirazione diaframmatica: in posizione supina tenere una mano sul petto e l’altra sulla pancia all’altezza del diaframma (sopra l’ombelico), inspirare profondamente con il naso in modo da riuscire a gonfiare la pancia tenendo il petto fermo, sentirete l’aria che riempie anche le vostre scapole; in fase di espirazione buttate via tutta l’aria che avete trattenuto per qualche secondo fino al totale svuotamento, ripetere 10 volte.
 Consapevolezza corporea: consiste nel focalizzare l’attenzione su ciascuna parte del corpo, prima di addormentarsi, iniziando dai piedi, per poi risalire e giungere all’apice del cranio, respirando ad ogni mentalizzazione; ci si può aiutare immaginando un fluido caldo che piano piano attraversa tutto il nostro corpo.

 

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