Psicologia pratica, Tutti gli articoli

I benefici di una risata

Una risata è per l’anima.

(Proverbio Yiddish)

Ridere è una risposta emotiva ad uno stimolo esterno che indica gioia, felicità, sorpresa; un’emozione sociale e un positivo strumento di interazione con il quale si creano e rafforzano i legami. Tale propensione giocosa si trasforma facilmente in un collante sociale già dall’infanzia, in cui il bambino, non ancora capace di riconoscere e parlare, stabilisce il primo contatto affettivo con il genitore attraverso il sorriso. Condividiamo l’abilità di ridere con i primati e questo induce a pensare che tale capacità abbia radici biologiche ed un vantaggioso potere evolutivo. Ridere infatti comporta:

  • diminuzione del cortisolo (ormone dello stress) e dell’adrenalina e aumento del rilascio di endorfine (note come “ormoni del benessere”) con conseguente aumento del buon umore e prevenzione dalla depressione;
  • aumento e successivo rallentamento del battito cardiaco con consecutiva sensazione di tranquillità e miglioramento dei processi del sonno;
  • aumento delle difese immunitarie e potenziamento della qualità di vita (numerosi studi hanno evidenziato le interazioni tra sistema immunitario e S.N.C.- Psiconeuroendocrinoimmunologia).

Pertanto ridere contribuisce al nostro benessere e migliora la nostra salute aiutandoci a contrastare le emozioni negative come rabbia, stress e ansia che alterano i nostri sistemi biologici e danneggiano il nostro corpo. Gli esperti consigliano di ridere almeno 10 minuti al giorno per sentirsi in buona salute, mentre nella cultura buddista ridere per 15 minuti equivale a 6 ore di meditazione e, invece i cinesi paragonano la risata ad una liberazione di luminosità ed energia (shen cardiaco).

La gelotologia (dal greco γελὸς – riso) è la scienza che studia ed applica la risata in funzione di prevenzione della gestione di una malattia, riabilitazione e formazione di personale specializzato. Il Dott. Norman Cousins, considerato il precursore e il divulgatore di questa scienza, è stato il primo ad affermare di aver combattuto una grave e dolorosa forma di artrite con l’aiuto di una terapia a base di risate, alimentazione sana e vitamina C. Sulla considerazione dell’effetto anestetico e il miglioramento della soglia di tolleranza al dolore fisico è stata messa a punto la nota “terapia del sorriso” o clownterapia che consiste nel portare, in contesti di disagio sociale o fisico (ospedali, case famiglia, orfanotrofi, case di riposo), un sorriso e un po’ di buon umore, servendosi di tecniche derivanti dal mondo circense e teatrale. Questo tipo di “terapia” medica alternativa necessita tutt’oggi di studi più approfonditi, sebbene numerose ricerche hanno evidenziato come una risata incida in maniera considerevole sui tempi di guarigione anche da gravi patologie. Nello specifico parliamo del così detto “Clown Dottore”, un operatore socio-sanitario che oltre ad una formazione medica ha anche una preparazione in psicologia e ovviamente ha acquisito nozioni di tecniche artistiche per rendere il proprio intervento mirato e adeguato alle esigenze del paziente. Nel suo giro di visite, il dottore cerca di mitigare le emozioni negative dovute alla situazione di disagio che sta vivendo il malato, funge da ponte tra familiari e altro personale specializzato provando, così, a migliorare la qualità della vita all’interno di un reparto. Quale immagine migliore per comprendere il lavoro di questi professionisti se non quella fornita dal famoso film di Hunter “Patch” Adams (1998), che racconta la storia dell’omonimo dottore ideatore della clownterapia e di come abbia concretizzato la sua idea di “prendersi cura del malato” donandogli un sorriso, una gioia, un momento sereno e per sottolineare che quando stiamo bene, siamo distesi e felici riusciamo ad affrontare meglio le sfide della vita.

Anche nella quotidianità una risata può essere considerata terapeutica e rappresenta un valido aiuto, un forte sostegno ad un amico, ad un familiare, ad uno sconosciuto per cercare di allontanare le preoccupazioni e le emozioni negative e ripristinare uno stato di benessere e tranquillità per chi ne beneficia. Sorridere, inoltre, può essere liberatorio, un modo per superare qualcosa di sfavorevole che ci è accaduto risultando così un proprio modo di difendersi dalla sofferenza e giovarne in prima persona. Un sorriso non ha nessun costo per chi lo dà ma invece assume un valore immenso per chi lo riceve: un piccolo istante, spontaneo, sincero, dona felicità ad una persona cara, gioia ad una famiglia, conforto ad un malato e comprensione ad un povero perché rappresenta un atto volontario di empatia e presenza fisica che si fornisce all’altro.

Altro aspetto importante è il “ridere di sé stessi”! L’autoironia, infatti, ci aiuta non solo a guardare il lato positivo dei fatti, per quanto brutti possano essere, ma anche a ricercare strategie migliori di risoluzione di problemi e spendere energie in modo più positivo ed adeguato contribuendo, in tal senso, anche ad una maggiore crescita della propria autostima.

Allora cosa aspetti? Ridiamo insieme!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

5 × 4 =