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Sindrome di ASPERGER: conosciamola insieme!

“Quanto Basta” (2018, F. Falaschi) film attualmente  in proiezione nelle sale cinematografiche è lo spunto per l’articolo di oggi del nostro blog che tenterà di spiegare e chiarire la sindrome di Asperger (AS). Guido veste i panni di un ragazzo con disturbo di Asperger che, grazie alla sua forte passione e attitudine culinaria, riesce a raggiungere quella autodeterminazione che sembra difficile da conquistare per soggetti con “diverse abilità”. Commedia amara che coniuga neurodiversità e cucina, funge da occhio di bue su una malattia poco conosciuta e per questo ancor meno diagnosticata. Correte al cinema!

Ma di cosa parliamo esattamente? Il DSM-V (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi mentali) cataloga la Sindrome di Asperger tra i disturbi pervasivi dello sviluppo in quanto non è caratterizzata da compromissioni delle capacità intellettive, per questo motivo annoverata nello spettro autistico “ad alto funzionamento”; tuttavia si evidenziano deficit nelle interazioni sociali, comportamenti ripetitivi e stereotipati e, in alcuni casi, interessi ristretti. Sebbene ci sia incertezze sulle cause che determinano questa sindrome, gli esperti ritengono unanimamente che l’origine sia da individuare su base genetica.

Quali le caratteristiche?

  • Difficile interazione sociale e problemi di comunicazione: i soggetti evidenziano carenze nel percepire una concezione della realtà diversa dalla propria; la mancanza di empatia comporta difficoltà ad entrare in sintonia con l’altro;
  • Comportamenti ripetitivi, stereotipati e automatizzati: non amano i cambiamenti, le novità e nella loro quotidianità si sentono sicuri a percorrere tragitti già consolidati ed affidarsi ai loro “riti”;
  • Attività e interessi limitati: i soggetti, in alcuni casi, si fissano su un’idea o con un oggetto e trascurano tutto il resto che li circonda;
  • Iperattività e deficit dell’attenzione: molti dei soggetti colpiti da questo disturbo hanno difficoltà a mantenere l’attenzione per lunghi periodi di tempo perché la loro curiosità e forte motivazione (coadiuvate anche da un alto QI) li spinge a “saperne sempre di più”;
  • Ansia e depressione: per alcuni di essi è possibile sperimentare stati di preoccupazione ed insicurezze in relazione, ad esempio, ai cambi di programma (gradiscono esserne informati con largo anticipo!) o nel tentare un approccio in amicizia.

È oltremodo importante sottolineare che i primi segnali degli individui con AS sono legati alla goffaggine motoria che è meno evidente in sport ripetitivi come, ad esempio, corsa, marcia o nuoto; alla presenza di interessi speciali, all’utilizzo di un linguaggio perfetto ma pedante; logorroico quando si affrontano temi di interesse, laconico quando si cerca una reciproca comunicazione. Inoltre si esprimono con sincerità, schiettezza e questo li fa apparire rudi, maleducati. La mimica può mostrare risposte inadeguate al contesto, smorfie e la difficoltà ad empatizzare con l’altro ostacola l’inserimento in un gruppo e il riconoscimento di valori e norme sociali.

Gli interessi ripetuti hanno una funzione positiva perché combattono la tendenza del soggetto Asperger all’isolamento spingendolo ad occuparsi dei propri obiettivi, contrastando i vissuti depressivi, favorendo amicizie, bloccando i pensieri negativi; possono diventare il punto di partenza per una professione. Per queste ragioni non vanno contrastati ma piuttosto utilizzati come rinforzo. (segnaliamo per maggiori dettagli questo video molto esplicativo https://www.youtube.com/watch?v=vzSViyvu1bo)

Quale trattamento terapeutico?

Migliorare l’aspetto comunicativo, educare alle regole della socializzazione, far superare le manie ossessive, informare della malattia i familiari, gli insegnanti e i colleghi di lavoro, sono i rimedi più indicati per ottimizzare la qualità di vita di soggetti con sindrome di Asperger. Viceversa, non avere pazienza, mancare di affetto o rendere ostile l’ambiente scolastico/lavorativo possono peggiorare, anche in modo serio, le condizioni di salute mentale di tali individui. In fondo questi ultimi hanno solo bisogno di essere riconosciuti ed amati senza essere rinchiuse nel banale pregiudizio di essere “asociali”.

 

 

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