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Le emozioni, una mappa corporea per capirle meglio

Le emozioni costituiscono il filo conduttore delle scelte che facciamo rispetto ai diversi episodi della nostra vita. L’essere arrabbiati, impauriti, felici o sorpresi incide notevolmente sul nostro comportamento, una cattiva gestione delle emozioni può diventare il fulcro di molte azioni sbagliate o anche la base di problemi psicosomatici più seri. Ma cosa sono le emozioni?

Per emozione intendiamo una modificazione sia fisiologica che comportamentale dell’individuo, spesso correlata ad una specifica mimica facciale, in risposta ad un evento. Le emozioni primarie, considerate universali, in quanto innate e comuni all’intera popolazione mondiale, sono: rabbia, paura, tristezza, gioia, sorpresa, interesse, disgusto. Le emozioni secondarie, invece, sono determinate da una combinazione delle emozioni primarie, si sviluppano con la crescita dell’individuo in quanto necessitano della capacità di introspezione e di un certo grado di interazione sociale, sono considerate complesse poiché coinvolgono il concetto che l’individuo ha di sé, a differenza delle primarie sono molteplici, tra queste: vergogna, colpa, imbarazzo, invidia, rimpianto, orgoglio.

I primi ad occuparsi delle espressioni emotive furono Darwin e Plutchik, i loro studi confermarono la funzione adattiva delle emozioni, in quanto mezzo per rispondere in maniera autoconservativa agli eventi. Le emozioni ci permettono inoltre di comunicare con gli altri in maniera ottimale, consentendoci, tramite la mimica facciale, di comprendere ciò che l’altro sta provando e modularci sulla base di esso nel prosieguo della conversazione.

Recenti studi hanno confermato un collegamento corpo/mente altamente correlato, in tema di emozioni, difatti per la prima volta ne è stata creata una vera e propria mappatura corporea. Un team di ricercatori dell’Università Aalto, in Finlandia, ha condotto un esperimento su 700 soggetti provenienti da Svezia, Finlandia e Taiwan (in modo da coinvolgere sia soggetti occidentali che orientali per testare l’universalità della scoperta). I partecipanti sono stati indotti a percepire diversi stati emotivi tramite l’ausilio di racconti, video ed immagini; in contemporanea è stata fornita loro una mappa topografica dell’organismo su cui indicare le zone coinvolte utilizzando colori caldi (rosso o giallo in base all’intensità) per le zone corporee attive, e colori freddi (blu o azzurro) per quelle inattive rispetto alle diverse emozioni suscitate. Da ciò è emerso che: ansia e paura attivano sensazioni fastidiose al petto; l’invidia surriscalda il volto, la rabbia agisce su petto, mani e viso; l’amore viene avvertito come calore sulla maggior parte del corpo, dalle ginocchia alla testa; la felicità attiva tutto il corpo; tristezza e depressione invece “tagliano” le gambe. Sembra inoltre che siano le cosiddette emozioni primarie a scatenare le sensazioni corporee più forti.

Gli studiosi hanno specificato che ai soggetti è stato riferito di riportare precisamente delle sensazioni nette, per cui si può dire che i risultati indichino uno stretto legame corpo/mente che evidenzia una rappresentazione delle emozioni che va al di la della concezione mentale e della mimica facciale, già note, e che tale legame è associabile a schemi corporei culturalmente universali, confermando le basi biologiche ed evoluzionistiche delle emozioni. Gli stessi hanno inoltre proposto che sia proprio la percezione dei cambiamenti corporei indotti dalle emozioni a generare la percezione conscia delle emozioni stesse. L’importanza di questo studio risiede nel fatto che, la possibilità di collocare su uno schema corporeo le emozioni, potrebbe aprire nuove vie per capire le funzioni dei sistemi emotivi e la psicopatologia indotta dalle emozioni. Mettere in evidenza che uno stato mentale possa interferire con delle sensazioni dell’organismo è utile non solo nella gestione personale delle emozioni ma, anche, in una migliore comprensione, diagnosi e trattamento dei disordini emotivi.

E voi siete d’accordo con questo studio? Avete mai percepito la sensazione delle farfalle nello stomaco in seguito ad un lieto evento? Avete mai sentito il cuore spezzato per la fine di un amore? Avete mai avuto un nodo al petto in attesa di una notizia per voi importante, o una forte accelerazione cardiaca guardando un film di paura? Fatecelo sapere!

Di seguito le mappe corporee che evidenziano i risultati della ricerca:

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