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SEI UN TIPO DA SOMATIZZAZIONE?SCOPRILO!

La somatizzazione si riferisce a quei disturbi psichici che si correlano anche a disturbi fisici causando un disagio profondo che interferisce con le attività quotidiane. In questi casi la persona esprime attraverso il corpo il proprio malessere mentale (“soma” deriva infatti dal greco e significa corpo) non è detto, infatti, che il soggetto presenti una patologia reale connessa al corpo, ma i sintomi che egli presenta sono di natura organica come, per esempio, nausea e mal di testa. Il disturbo collegato alla somatizzazione, viene anche definito disturbo somatoforme: i soggetti che ne soffrono presentano normalmente pensieri, reazioni, comportamenti e sensazioni eccessivi rispetto ai propri sintomi. Proprio questo è il nodo focale per distinguere un disturbo da una normale reazione alla malattia: le risposte dei soggetti nei confronti dei propri sintomi devono essere eccessive e rendere difficoltoso lo svolgersi delle attività quotidiane.

I disturbi da somatizzazione non sono invenzioni di chi ne soffre, in altre parole non bisogna confonderli con una disturbo fittizio della personalità. In quest’ultimo caso la persona produce intenzionalmente i sintomi fisici per ricevere assistenza medica o assumere il ruolo di malato. Nel disturbo da somatizzazione, invece, non succede niente di tutto ciò. La persona crede di avere una patologia fisica (che non ha provocato intenzionalmente in nessun modo) della quale i medici non possono trovare la causa organica, ma i sintomi sono reali. A volte si riesce a diagnosticare qualche patologia medica parallela al disturbo da somatizzazione. Questo problema può portare all’insorgere di depressione e/o di disturbi d’ansia perché il paziente non si sente compreso, finendo per curarsi da solo o per ricorrere agli psicofarmaci. (Può esserti utile anche https://www.psiconovel.it/psicosomatica-le-emozioni-che-ammalano-il-corpo/ )

L’ORIGINE

Si pensa che l’origine di questo disturbo sia uno stato di stress continuo, lunghi periodi di ansia marcata e/o problemi emotivi persistenti con una scarsa gestione emotiva. (leggi anche https://www.psiconovel.it/le-emozioni-una-mappa-corporea-per-capirle-meglio/ e https://www.psiconovel.it/%ef%bb%bfemozioni-6-curiosita-che-non-ti-aspettavi/)  Coloro che soffrono di questo disturbo in genere sono persone che hanno buone capacità di problem solving e non si sono fermate davanti alle difficoltà che sono apparse a livello emotivo ma piuttosto non le hanno elaborate; in un certo senso il corpo ha reagito scaricando le emozioni su di un organo bersaglio, che spesso è un organo già in sofferenza. Per esempio: a una persona che sopporta livelli elevati di stress nel lavoro, non riposa le ore necessarie e poi quando esce dal lavoro continua a lavorare da casa, cosa succede? Succede che quando dovrebbe godersi le meritate vacanze, si ammala!

Quali sono i sintomi più frequenti nella somatizzazione? Mal di schiena; dolori alle articolazioni; dolori al petto; problemi gastrointestinali: bruciore, nausea, vomito e diarrea; dolori mestruali; dolori nelle relazioni sessuali o disfunzione erettile; malattie della pelle, della respirazione, perdita di capelli (alopecia). 

PERSONE BERSAGLIO

Le persone che soffrono di tale disturbo possono assumere comportamenti problematici in altri campi. Per esempio potrebberotendere al dramma sia per quanto riguarda i propri dolori e la propria storia clinica, sia nel quotidiano, oltre a poter mostrare problemi di depressione o ansia. Inoltre collegati ai sintomi di cui sopra, potrebbero presentarsi alcuni problemi comportamentali interpersonali che potrebbero coinvolgere la sfera privata, affettiva, lavorativa e sociale (per esempio assenteismo sul lavoro, problemi di coppia, comportamenti antisociali, fino ad arrivare nei casi più gravi a tentativi di suicidio). E’ possibile, in particolari periodi della vita, manifestare sintomi somatopsichici isolati senza incorrere nella patologia cronica, anche se qualsiasi persona che vive situazioni di stress costante può avere episodi isolati di somatizzazione, senza arrivare a soffrire di questo disturbo.

Può capitare talvolta che vi sia una co-occorrenza tra disturbi somatici e dipendenza affettiva, dipendenza dalle relazioni sociali e si ha l’impressione che l’appoggio ricevuto è insufficiente. Solitamente, sono persone che difficilmente accettano che il problema abbia origine psicologica, continuano a cercare risposte in diversi professionisti che possano eseguire una diagnosi medica.

TRATTAMENTO

Abbiamo visto che tale disturbo si riversa nel corpo ma che ha normalmente origini psicologiche. In ogni caso, per individuare la tipologia del disturbo ed escludere possibili cause organiche, è importante sottoporsi ad esami clinici per scongiurare problemi fisici. Escluse patologie corporee si potrà valutare una causa psicologica, che però non è sempre facile da identificare sia per le difficoltà di diagnosi, sia per le resistenze che possono manifestare alcuni soggetti. Le cause che portano normalmente a problemi psicologici possono essere di diversa matrice. Le relazioni interpersonali, relazioni complicate in famiglia o traumi infantili potrebbero causare problemi di somatizzazione. Per esempio la rigidità dell’educazione, rapporti conflittuali con i genitori o scarsa capacità comunicativa, scarsa autostima, sono tutti fattori che potrebbero portare allo sviluppo di un disturbo somatoforme. Va ricordato che non sempre la somatizzazione è qualcosa di patologico: in sé la somatizzazione è solo una strategia per far fronte a quegli stati emotivi o eventi stressanti che facciamo fatica a gestire. La patologia sorge quando il sintomo è costante ed eccessivo, e influisce negativamente con la nostra quotidianità, i nostri affetti e il nostro lavoro. Importante ascoltare la persona, assisterla e evitare frasi come “non ha niente” o “è solo nervosismo”. Bisogna ricordare che la sofferenza è reale, per cui bisogna aiutarla magari proponendole un supporto psicologico. L’ideale sarebbe combinare il trattamento farmacologico con il supporto psicologico, superando le resistenze. Per questo, il trattamento dovrebbe consistere nella presa di coscienza del problema per poter, in seguito, iniziare una terapia psicologica.

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