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Il potere Influencer: dettano mode o creano personalità?

Moda, cinema, musica, letteratura, questi i campi in cui da sempre riscontriamo modelli da idolatrare, emulare ed imitare. Ma se tra gli anni ’40 e ’50, momento di punta delle icone di bellezza, le dive erano persone che mai avremmo sognato di poter raggiungere, persone che interponevano una netta distanza tra cosa rendere pubblico, affidandolo alle famose copertine, e cosa mantenere privato, oggi la situazione è nettamente cambiata. Il modo di comunicare e stare in relazione con gli altri si affida sempre di più ai social media, il privato diventa sempre più pubblico, dell’attore di cui un tempo conoscevamo solo i film oggi conosciamo la casa, la macchina, l’acqua che beve, la palestra che frequenta, i vestiti che indossa nel suo fare quotidiano. Ciò che prima era considerato irraggiungibile, da anelare, oggi diventa familiare, fruibile, raggiungibile. 

La commercializzazione della propria vita riguarda non solo i personaggi di spicco ma ognuno di noi, è cosi che la ragazza della porta accanto può ritrovarsi in ben poco tempo, o per meglio dire, con ben pochi post, ad essere una nuova “influencer”. Influencer è colui o colei che tramite una frase, un’immagine, una stories è in grado di influenzare la nostra percezione in merito ad un oggetto, un prodotto, un servizio, un tema. Facile intuire l’enorme responsabilità che potrebbe derivare da tale condizione, responsabilità che spesso non viene percepita dagli influencer stessi. 

Cosa rende questo fenomeno potenzialmente preoccupante?

Se un tempo ci si lasciava ispirare dall’eccentricità dell’artista, da ciò che lo rendeva unico e diverso, oggi pare che si tenda all’omologazione, l’essere tutti uguali è il vero ideale da raggiungere. Usare quel fondotinta, il rossetto non solo di quella marca ma di quella specifica tonalità, avere non solo quella capigliatura ma farla da quello specifico parrucchiere, bere non solo quella tisana ma quella specifica marca di tisane che tutti sponsorizzano. L’influencer è diventata/o quella ragazza/o che ci sembra così simile a noi, che è andata/o nella nostra stessa scuola, che compra il vestito del brand a noi accessibile. La questione più spinosa è quella relativa alle ideologie, oggi gli influencer non si esprimono più sul semplice prodotto o sullo stile di vita, interagiscono, rispondono a domande, e così ci si ritrova a dare opinioni su politica, morale, ideologie religiose, questioni cruciali come eutanasia, immigrazione, interventi chirurgici, ed altri innumerevoli argomenti che richiederebbero momenti di riflessione adeguati e personali. Immaginiamo l’impatto che può avere tutto ciò su adolescenti che si accingono a votare per un’elezione politica, o ancor più importante a strutturare la propria identità.

Cosa ci spinge verso questa direzione? 

Una risposta la si potrebbe trovare nell’adeguarsi. Il desiderio di sentirsi adeguati, accettati, la necessità di conformismo (https://www.psiconovel.it/cause-ed-esiti-del-conformismo-al-gruppo-lesperimento-di-asch/) sembra sempre più necessaria in una società che richiede più perfezione; si intensifica il timore di essere esclusi, rifiutati, di essere soli. La soluzione più semplice da adottare sembra quindi quella di modellarsi a ciò che piace, a ciò che risulta attraente, pur di arrivare all’accettazione sociale al sentirsi bene con sé stessi, all’accettarsi, acquisire fiducia in sé, acquisire autostima e sicurezza. 

Cosa ha permesso tale cambiamento rispetto al passato?

Si potrebbe asserire che una parte del cambiamento sia dovuta alla tendenza della società odierna di affidare all’immagine una posizione sempre più rilevante, questo però è vero solo in parte. Ciò che probabilmente ha inciso nettamente sull’abilità di influenzare le abitudini dei consumatori è il “veicolo” delle immagini proposte, gli influencer. A partire da ciò che in termini giornalistici viene definito come “effetto Kardashian”, le sorelle Kardashian, ed in particolare Kylie, hanno proposto un ideale più inclusivo, una bellezza considerata accessibile rispetto al modello “Barbie”, ma non solo. La possibilità che le nuove tecnologie offrono di utilizzare gli stessi filtri, di poter applicare le stesse modifiche a qualsiasi immagine proponiamo di noi stessi ci spinge ad uniformarci, ad apparire simili, a renderci una versione omologata di noi stessi, in vista di soddisfare un’aspettativa sociale dettata da regole standard promulgate dall’influencer di turno. 

Perché è così importante sottolineare le responsabilità degli influencer?

L’accesso sempre più precoce alle piattaforme social, Instagram, Facebook, Youtube, Twitter, Snapchat, Tik Tok e simili, rende fruibile il riproporsi del modello agli adolescenti che si trovano in una fase di tempo cruciale per lo sviluppo della propria identità. Le trasformazioni fisiche, emotive e sociali e l’emancipazione dalla famiglia richiedono che gli adolescenti strutturino la propria identità cercando di identificarsi con modelli altri, sperimentando il diverso, agendo i processi di ribellione ai sistemi che la sperimentazione tipica di questa fase dell’età comporta e che servono allo strutturarsi della propria unica e peculiare identità. L’omologazione e la tendenza all’uniformità a cui oggi si è esposti frena questa sperimentazione, spinge alla semplice copia, alla rinuncia dell’originalità. 

Ma quanto può durare tutto ciò? 

Ben poco se il modo in cui ci mostriamo al mondo è una mera copia di noi stessi, quando ci guardiamo allo specchio e l’immagine di rimando non riporta alcun filtro, alcuna tecnologia a poterne soffrire sarà la nostra psiche, il nostro mondo interiore. La sicurezza svanisce, l’autostima cede, l’insoddisfazione aumenta ed accettarsi per ciò che si è diventerà ancor più difficile. Ci si ritrova nelle conseguenze della negazione di sé stessi.

È tutto così negativo?

Come per ogni situazione il bilanciamento sta nelle modalità in cui ci si approccia alle cose. Abbiamo già disquisito degli aspetti duali delle nuove tecnologie (https://www.psiconovel.it/nuove-dipendenze-solitudine-o-moltitudine/), di quanto possa esserci di positivo nel progresso tecnologico in cui oggi ci troviamo. I social permettono a tutti di avere un proprio spazio, di sentirsi parte delle rete, di potersi esprimere ed al contempo confrontarsi con la diversità. Seguire dei modelli o ispirarci ad uno stile che ci piace non fa di noi delle cattive persone, l’essere umano in quanto animale sociale non può prescindere totalmente dalle influenze sociali a cui è sottoposto, nella società ci si vive ed è normale adeguarsi a norme che in essa vigono. È sano sentirsi parte di un gruppo e sviluppare attraverso di esso modi di esprimersi ed orientarsi nel mondo. Ciò che risulta letale è il rendersi fotocopie degli altri, obbedire ciecamente a qualcosa deciso da altri senza mettersi in gioco, senza rimodularlo attraverso le proprie idee, senza renderlo speciale attraverso la propria unicità. 

Se siete interessati a capire maggiormente la situazione dal punto di vista degli influencer, continuate a seguirci. Ci occuperemo del fenomeno da un punto di vista differente in modo da poter riflettere a 360 gradi sull’argomento. 

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