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IL disturbo dell’adattamento, quando il cambiamento diventa sofferenza

La vita ci pone quotidianamente di fronte a nuove sfide, che spesso si trasformano in conquiste ed occasioni di crescita. È frequente che i cambiamenti ci destabilizzino e comportino delle fasi di adattamento prima di arrivare a stabilire dei nuovi equilibri. Può però accadere che tale equilibrio non si ristabilisca così facilmente. Un cambiamento, soprattutto se imprevisto ed inaspettato, può provocare destabilizzazione e sofferenza, che potrebbe divenire patologica se non si possiedono strumenti adatti ad affrontarla.

Cosa si intende per disturbo dell’adattamento?

I manuali diagnostici sulle malattie mentali ci spiegano come non solo situazioni disastrose o catastrofiche possano condurre a stress e disturbi correlati (https://www.psiconovel.it/burn-out-soffri-anche-tu-di-stress-lavorativo_/), bensì anche situazioni di cambiamento, non necessariamente negative, possano comportare difficoltà di adattamento alla nuova condizione e risposte comportamentali ed emotive anomale. È possibile parlare di disturbo dell’adattamento quando:

  • sviluppiamo sintomi emotivi o comportamentali disfunzionali in risposta ad una situazione identificabile, entro i 3 mesi dall’insorgenza di quest’ultima
  • proviamo sofferenza spropositata rispetto all’intensità e la gravità dell’evento stesso
  • tale situazione compromette in maniera significativa le nostre attività quotidiane in ambito relazionale, lavorativo e/o altre aree importanti

Gli eventi che possono dar vita a questo tipo di disturbo sono molteplici, e possono verificarsi in maniera concorrenziale od isolata. A differenza dei disturbi da stress possono essere caratterizzati da qualsiasi livello di gravità, non necessariamente di natura estrema. 

Quali eventi potrebbero destabilizzare il nostro equilibrio?

La fine di una relazione sentimentale, pressanti difficoltà economiche, problemi coniugali o familiari, relazioni sessuali insoddisfacenti, la scoperta di una malattia fisica o una disabilità, non riuscire a raggiungere obiettivi professionali soddisfacenti, un licenziamento, il trasferimento in un nuovo quartiere (ad esempio quartieri ad alto tasso di criminalità) o in una nuova città, situazioni di crisi economica o politica, disastri naturali o situazioni potenzialmente destabilizzanti (ciò che è potuto accadere con la diffusione del covid-19 ed il consequenziale cambiamento nello stile di vita https://www.psiconovel.it/dolore-a-distanza-il-lutto-ai-tempi-del-coronavirus/,https://www.psiconovel.it/bambini-in-quarantena-come-preservare-il-benessere-psicologico/,.https://www.psiconovel.it/coronavirus-come-preservare-il-benessere-psicologico/). 

Oltre a questi eventi che possono accadere ce ne sono altri che solitamente accadono, ovvero sono parte di passaggi obbligati nella crescita dell’individuo, ma non per questo automaticamente superabili senza difficoltà, ovvero: l’inizio della scuola, andare via di casa, sposarsi, andare in pensione, diventare genitori, la morte di una persona cara, in alcuni casi divorzi o tornare a vivere con i propri genitori.

Quando l’intensità, la persistenza o la qualità della sofferenza esperita sono ben oltre ciò che ci si può normalmente attendere in una data situazione potremmo essere di fronte ad un disturbo dell’adattamento.

Quali le conseguenze?

La sintomatologia può essere varia, origina in maniera reattiva, per cui si configura come risposta ad un evento o cambiamento a cui si fa fatica ad adattarsi, e può riguardare in maniera specifica o combinata problematiche emotive e/o comportamentali. Tra queste:

  • problematiche legate all’umore, umore depresso con estrema facilità al pianto, tristezza, marcata sofferenza, disperazione
  • problematiche legate all’ansia, preoccupazione, ansia, agitazione, nervosismo, insonnia, bassi livelli di concentrazione, costante rimuginio sulle sue conseguenze
  • problematiche comportamentali, disturbi della condotta e/o messa in atto di pratiche disfunzionali quali consumo di alcool tabacco o droghe, ridotte prestazioni lavorative o scolastiche, problemi in ambito sociale e occupazionale, cambiamenti repentini nelle abitudini e negli atteggiamenti

I sintomi non compaiono necessariamente in concomitanza con la situazione scatenante, possono verificarsi anche in maniera distanziata nell’arco dei tre mesi successivi, e solitamente scompaiono allo scomparire dell’evento o delle sue conseguenze, qualora invece si tratti di una condizione prolungata (quale ad esempio il protrarsi dell’insoddisfazione lavorativa o una difficile condizione economica irreversibile), tale sintomatologia tende a cronicizzarsi e divenire persistente. Può essere difficoltoso individuare i livelli di gravità delle varie situazioni da un punto di vista culturale in quanto la natura, il significato e l’esperienza degli eventi stressanti, e la risposta agli stessi, variano tra le diverse culture.

Quali le possibilità di trattamento?

Solitamente i sintomi derivanti dal disturbo dell’adattamento vanno incontro a remissione spontanea nel giro di 6 mesi, la rimozione del fattore scatenante o delle sue conseguenze comporta una rapida reversibilità della sintomatologia. Considerando però che la sofferenza esperita risulta correlata a complicazioni e prolungamento di degenze e decorso di malattie, ad aumentato rischio di suicidio o tentativi di esso, è consigliabile, qualora ci sia difficoltà di gestione, di ricorrere ad un supporto psicologico. Gli interventi maggiormente impiegati sono quello di natura cognitivo comportamentale, teso a modificare cognizioni e comportamenti disfunzionali in risposta agli eventi, l’EMDR, volto a incrementare approcci di auto aiuto e tecniche di rilassamento, potrebbe inoltre essere utile una Terapia o una Consulenza a seduta singola, che attraverso un unico incontro potrebbe aiutare a prendere coscienza delle motivazioni della sofferenza portandole alla luce e, delle risorse possedute per affrontarle. Resta inteso che altre tipologie di intervento possono risultare funzionali in egual modo ognuna in base alle proprie caratteristiche. L’utilizzo di un supporto psicologico potrebbe aiutare a diminuire i tempi di stress e sofferenza, attraverso una gestione mirata e immediata della situazione, ridurre i sintomi ed evitare che, con il prolungamento delle conseguenze dell’evento, si cronicizzino, scoprire ed aumentare le proprie risorse per la gestione delle situazioni presenti ed in vista di una gestione preventiva di eventuali fattori scatenanti futuri, prevenire la comparsa di problemi e patologie maggiormente invalidanti come gli episodi depressivi.

Hai mai provato difficoltà ad adattarti alle nuove situazioni? Pensi di aver mai vissuto situazioni comparabili a quelle del disturbo dell’adattamento? Faccelo sapere, e se può esserti utile contatta il nostro team di psicologhe!

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